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Partenza: Pian del Lupo 1400 m.
Arrivo: Quinseina punta sud 2231 m, punta nord 2344 m.
Dislivello: 850-1000 m.
Tempo di salita: 2.30-3 ore
Difficoltà: E
Periodo consigliato: tarda primavera e autunno
Punti d'appoggio: a Santa Elisabetta, ristorante Minichin (con camere, tel. 0124 690037 e 0124 699779)
Cartografia 1:50.000: Igc n. 21 Il Canavese
La più famosa e riconoscibile vetta canavesana è costituita da due cime: la sud è nota anche come Quinseina di Santa Elisabetta, poiché si raggiunge facilmente con questo itinerario dal bianco santuario omonimo. Alla cima nord si può arrivare per cresta (con un po' di attenzione), oppure da Berchiotto e Frassinetto. Il panorama è notevolissimo, ma per ammirarlo bisogna evitare le calde giornate estive, quando le nebbie avvolgono le cime (descrizione a cura di Cecilia Genisio).
Da Torino si segue il raccordo autostradale per Caselle fino all'uscita n. 3 per la SS 460 (cartello Parco Gran Paradiso); si continua sulla statale fino a Cuorgnè, si attraversa l'Orco e si svolta a sinistra: subito dopo la rotonda, si imbocca la stradina a destra per Chiesanuova e poco dopo si va a destra per Borgiallo e Colleretto Castelnuovo, dove inizia la strada che sale a Santa Elisabetta (1211 m). Dal santuario si continua sulla stradina asfaltata che porta all'area pic-nic di Mirauda e con una svolta a destra si esce sul dosso di Pian del Lupo.
Si sale ancora nell'erba, raggiungendo il pianeggiante costone che separa la Valle Sacra dalla conca di Frassinetto (cartello 909-5). Puntando a nord si comincia a risalire il costone, su cui confluisce da sinistra il sentiero dell'Avc (Alta via canavesana); quindi si aggira lo sperone dei Tre Denti (1738 m), presso cui si incontra un grosso ometto e il bivio per il Lago di Quinseina (cartello 909-6). Si continua a risalire il costone, sul sentiero che si tiene sul lato di Frassinetto: è spesso disagevole ma il panorama sempre più ampio sulla pianura, su Val Soana e Monte Colombo, su Monviso e Alpi Marittime, ripaga della fatica. Attraversando facili pietraie si arriva infine alla Punta di Santa Elisabetta (o Quinseina sud, 2231 m, 2.30 ore): la cima è sormontata da una grande croce bianca e costituisce una buona meta intermedia. La cima più elevata non è lontana, ma l'itinerario richiede un po' di attenzione: seguendo la cresta ci si abbassa alla sella sottostante e poi si risale il ripido pendio che porta alla ben visibile croce della Quinseina (2344 m, 0.30 ore).
La discesa è sul percorso di salita, facendo attenzione a non prendere il tracciato dell'Avc che scende sul versante della Val Soana; dopo i Tre Denti, giunti nel tratto pianeggiante del costone, bisogna abbandonarlo verso sinistra, prima del traliccio dell'alta tensione.