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Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano è intervenuto giovedi 15 ottobre al convegno organizzato per commemorare i cento anni della nascita di Norberto Bobbio, al quale ha partecipato il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta.
Ecco alcune immagini dell’evento.
(15 ottobre 2009)
Nel centenario della nascita, il 18 ottobre 1909 Torino ricorda il filosofo Norberto Bobbio con mostre, dibattiti e incontri e un'esposizione di 50 pannelli lungo i portici di via Po, in cui le immagini private di Bobbio si alterneranno a celebri citazioni filosofiche.
Un calendario ricco di appuntamenti. In programma un ciclo di seminari e un convegno internazionale sulla figura di Bobbio, articolato in cinque sessioni, a cui è prevista, il 15 ottobre, la partecipazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Le celebrazioni prevedono anche una mostra dal titolo "Bobbio e il suo mondo".
A marzo 2010 prenderà il via un ciclo di lezioni su temi etico-politici. E a ottobre del 2010 le celebrazioni si concluderanno con "l'Elogio della mitezza" una settimana di manifestazioni ispirate a una delle opere più note del filosofo .
Nella "Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte" situata a Palazzo Cisterna, sede istituzionale della Provincia di Torino, è conservata una lettera che Norberto Bobbio inviò, l'8 marzo 1999, al Presidente della Provincia, in occasione dell'intitolazione della Biblioteca alla figura di Giuseppe Grosso.
La lettera testimonia l'amicizia che legava i due grandi giuristi e che era nata nel 1945, quando Grosso, prima di essere presidente della Provincia di Torino, era preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Torino.
E' la testimonianza di un dialogo nato negli anni Cinquanta tra due pensatori caratterizzati, entrambi, da vasti interessi, non solo giuridici, e uniti dalla pressoché comune età anagrafica.
Norberto Bobbio condivideva con Giuseppe Grosso l'idea di difendere il sistema delle autonomie locali, intese come pluralità di centri di partecipazione in cui individuava la linfa vitale della democrazia, l'unica in grado di assicurare un collegamento effettivo fra cittadino e mondo della politica, evitando pericolosi scollamenti fra società civile e attività pubblica. In questo senso, la scelta di non essere protagonista diretto della vita politica non ha mai impedito al filosofo torinese di essere presente e partecipe, punto di riferimento nel dibattito intellettuale e politico torinese oltreché nazionale.
(6 ottobre 2009)