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a cura di Emma Dovano
Il termine “20-20-20” è ormai entrato nel gergo comune per richiamare il pacchetto integrato clima-energia con cui l'UE ha posto la base per una vera e propria rivoluzione industriale del XXI sec. Le cifre, ovviamente, stanno a indicare gli ambiziosi target proposti fin dal gennaio 2007 dalla Commissione e approvati definitivamente dal Consiglio e dal Parlamento UE nella prima metà del 2009: taglio delle emissioni del 20%, 20% di consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili e 20% di risparmio energetico per maggiore efficienza: il tutto entro il 2020.
Le misure 20-20-20 sono documentate in modo puntuale da Carlo Corazza, direttore della rappresentanza a Milano della Commissione Europea, nel libro EcoEuropa, Le nuove politiche per l'energia e il clima, appena uscito.
L'atto di nascita della nuova strategia energetica ha la data dell'8 marzo 2006 con il Libro Verde “Una strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura” (p.13) utilizzato dalla Commissione per aprire il dibattito e capire l'orientamento politico e l'umore degli Stati membri, le associazioni di categoria e i gruppi di interesse; la risposta è una sola: la consapevolezza dell'urgenza di intervenire per un rinnovamento e un nuovo investimento nella ricerca di un piano condiviso: e l'Europa vuole arrivare a una forte unità d'azione all'interno dei suoi Stati. “Una voce sola”, forte, che risponda alle nuove sfide.
La Commissione considera la lotta ai cambiamenti climatici ‘uno dei pilastri della futura politica europea dell'energia', e decide di impegnarsi nell'ambizioso ‘obiettivo di contenere l'aumento della temperatura entro i due gradi rispetto ai livelli pre-industriali': vengono quindi anticipati gli obiettivi presentati un anno dopo, nel 2007, nel pacchetto clima-energia (p.15).
Carlo Corazza racconta nel libro come l'Europa (che ai suoi albori aveva avuto un settore cardine nella politica energetica) voglia diventare leader in questa nuova politica anche superando la tradizionale contrapposizione crescita-ambiente, energia-clima, andando verso una crescita sostenibile ma non solo, capace di aiutare a uscire dalla crisi e a recuperare almeno una parte di autonomia energetica. Il libro è la storia del cammino da Kyoto a Copenaghen nelle sue varie tappe anche molto recenti che hanno portato all'elaborazione di azioni da compiere – tutti, gli Stati europei e le istituzioni di ogni Stato - per affrontare temi così complessi e urgenti.
In un capitolo Corazza documenta la necessità di ‘apertura e integrazione del mercato europeo dell'energia' con, finale, la Carta europea dei consumatori di energia (p.55) e l'esposizione dei loro diritti: dall'allacciamento alle misure sociali, alla composizione delle controversie, alle informazioni sui contratti, sull'origine e il metodo di produzione ecc.
E, in ultimo, parla del mito di Prometeo, un titano cugino di Zeus, che rubò il fuoco dall'Olimpo e lo regalò agli uomini: gli dèi si ribellarono, Zeus lo punì incatenandolo su una roccia del Caucaso, e i rapaci ne fecero scempio. Corazza scrive ‘C'è veramente da domandarsi se i Greci, tanto lungimiranti, non avessero già intuito che la conoscenza di cui l'uomo sarebbe stato capace nel suo cammino l'avrebbe portato a un conflitto insanabile con il pianeta, tanto da arrivare a metterne in pericolo la sopravvivenza stessa. (…) E adesso è arrivato il tempo in cui dimostrare, con tutto l'orgoglio di cui siamo capaci, di essere davvero degni del fuoco'.
È il momento di rinnovare anche le nostre idee, di considerare ogni atto come politico e ogni politica come servizio, sotto la campana di qualunque sigla (anche ragionando lontano dal famoso e onnipresente Pil) perché siamo noi ad appartenere alla Terra e non viceversa, come sentiamo sovente dire con un po' di romanticismo. Un'idea di sviluppo certo ma senza ossessione del concetto, un'idea di equilibrio piuttosto, tra uomo e terra.
(ed)
Carlo Corazza, EcoEuropa, Le nuove politiche per l’energia e il clima, Egea, 2009, pagine 240, € 22.